Da settembre 2005, il Borghese, storica testata fondata da Leo Longanesi e portata al massimo fulgore da Mario Tedeschi, ha ripreso il suo cammino editoriale. Oggi è un mensile e, pur non essendo, per ovvie ragioni, la stessa rivista delle origini, del passato intende mantenere i caratteri essenziali, ovvero quelli di un giornale di destra e conservatore, che parla all’italiano medio, vale a dire al “borghese”. Una razza in via di estinzione, la borghesia, (lo diceva già Longanesi) ma che, miracolosamente, riesce sempre a restare in sella, fornendo al Paese risorse e uomini preziosi. E’ la borghesia la vera ossatura dello Stato italiano, quella che, finora, ha impedito il tracollo politico ed economico dell’Italia. Da questo punto, il Borghese intende ricominciare.
In quanto giornale di destra e conservatore, sono essenziali le sue radici nazionali e popolari. Il Borghese, da sempre, è profondamente legato alla realtà italiana. Senza nostalgie né rimpianti, è quindi deciso a riaffermare il ruolo che, anche in futuro, i conservatori avranno nella vita del Paese. Come già faceva in passato, vuole dare voce ai sentimenti, prima ancora che alle opinioni, del mondo di destra e di centrodestra, ma indipendentemente dal voto, o meglio dai voti che questo mondo esprime. Questo perché la testata vuole mantenere la sua autonomia fino in fondo.
L’attuale direttore è Claudio Tedeschi, che si avvale di una redazione di giovani collaboratori. A editare il mensile, oggi, è la cooperativa editoriale RI.BO. (Rivoluzione Borghese), che riunisce i principali collaboratori della testata. Accanto a loro, Tedeschi ha voluto richiamare alcune firme di rilievo del vecchio periodico, come Franco Jappelli, oggi notista economico del Secolo d’Italia, o come i vignettisti Gianni Isidori e Giuliano Nistri. La scelta di puntare sul disegno non è casuale, ma si riallaccia ad una tradizione di satira di destra che la rivista ha sempre promosso, nella convinzione che una vignetta possa sintetizzare un fatto o una situazione in modo più incisivo di un articolo. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire una visione della società italiana che troppo spesso l’informazione tradizionale non riesce, o non vuole, dare.
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